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Intervista a Simone Fiorletta, chitarrista dei Moonlight Comedy...


Ciao Simone, complimenti per il tuo nuovo lavoro, hai dato prova a tanti chitarristi che anche in Italia si può fare un certo tipo di musica di livello internazionale. Come mai hai scelto di registrare questo tuo cd da solista?

Ciao Marco, lasciati prima ringraziare per la tua recensione e per questa intervista. Più che una scelta di comporre un album da solista è stato un bisogno! Sentivo fortemente la necessità di esprimere le mie emozioni, le mie paure, i miei sentimenti e l’unico modo che ho per farlo è comporre musica propria, in cui ho solo io voce in capitolo. Grazie alla prestigiosa Lion Music il tutto è stato possibile dato che mi hanno dato modo di far arrivare la mia “voce” in ben 26 nazioni!!!

Le influenze che affiorano ascoltando quest'album richiamano molto il rock strumentale dei famosi virtuosi della sei corde, Satriani su tutti, in che modo sei stato influenzato da questi musicisti? Hai un modello stilistico a cui ti ispiri e che tuttora ti piace seguire?

Amo molto i così detti Guitar Heroes che utilizzano la musica come forma di espressione dei propri sentimenti piuttosto che mezzo dimostrativo della propria tecnica. Da svariati anni mi emoziono nell’ascolto di album del grande Satriani (non a caso…), Neil Zaza e Neil Schon…questi tre in particolar modo. Se dovessi scegliere uno dei tre e metterlo su un piedistallo, sceglierei Neil Zaza. Ai miei occhi questo grande chitarrista è stato in grado di fondere perfettamente tecnica e melodia. Ovviamente quando giorno e notte ascolti musica, involontariamente ti appropri di segreti e trucchi che l’artista in questione può offrirti. Personalmente, però, quando scrivo musica non decido mai a priori che tipo di song debba venir fuori, altrimenti così andrei ad ostacolare la mia libertà in fase compositiva.

Come hai scelto i musicisti che poi sono stati coinvolti nel tuo progetto solista?

Non è stata una scelta difficile. Il primo componente che subito ho posizionato nella line-up è stato Andrea Scala (batterista anche dei Moonlight Comedy). Con Andrea ho avuto tutte le mie esperienze musicali, almeno fin ora. Siamo cresciuti insieme sia in amicizia che nella musica, inizialmente hobby, ora professione. Come hai avuto modo di sentire, le mie composizioni sono varie tra loro, pur non uscendo però dai binari del Rock. Per questo motivo avevo bisogno di musicisti abbastanza versatili e così ho contattato Mario Mazzenga al basso. Mario è un musicista davvero talentuoso ed ha saputo soddisfare a pieno tutte le mie esigenze. C’è anche da dire che si era già accostato al mondo “Guitar Heroes” dato che è stato, ed è tutt’ora, bassista del nostrano William Stravato. Dopo la composizione delle songs, mi sono reso conto che ce n’erano un paio (Blue Eyes ed Alone In The Rain) che necessitavano dell’aiuto di tastiere. Così, dopo aver fatto la sua conoscenza, chiesi a Valerio D’Anna di partecipare a questa mia produzione e così la line-up è stata ultimata. Se tornassi indietro, sceglierei di nuovo questa formazione!!!

So che il tuo gruppo proviene da una scena musicale in cui praticamente nessuno è mai riuscito a emergere, e ,purtroppo, questa è una realtà in cui molti validi musicisti italiani sono costretti a vivere, puoi spiegarci come avete fatto il salto di qualità dall'underground italiano fino al livello attuale, in modo da dare qualche dritta per non lavorare a vuoto ai ragazzi dei gruppi emergenti?

L’Italia ci offre molte bands validissime che se giungono al contratto discografico, vengono subito proiettate in una realtà estera dato che nel nostro Paese, purtroppo, gli italiani sono, nella maggior parte dei casi, snobbati. Purtroppo l’italiano medio tende sempre ad elogiare artisti stranieri ed a non supportare i nostri compatrioti. Anche nel mio caso, e dei Moonlight Comedy, posso dirti che abbiamo maggiore responso dall’estero. Ciò non vuol dire che in Italia non siamo seguito, tutt’altro, però a volte dalla propria nazione ti aspetteresti qualcosa in più rispetto ai Paesi “ospitanti”. Se posso dare un consiglio a chi vuole emergere dalla massa, l’unica cosa che posso dire è che bisogna imparare a distinguere le “chiacchiere” dai fatti. C’è tanta gente in giro che promette mari e monti ma che alla fine ti fanno perdere solo tempo e, nel peggiore delle ipotesi, anche tanti soldi!!! Personalmente sono sempre stato in grado di evitare le così dette “sole” e di concentrarmi solo su chi sapevo poteva effettivamente darmi una mano. A ciò, ovviamente, si deve aggiungere una grossa convinzione in ciò che si fa (stando attenti nel NON sfociare nella presunzione) e di guardare sempre avanti nella determinazione che si può fare sempre meglio!!!

Nelle varie tracce del tuo disco ho potuto notare che, nonostante sia ricco di passaggi virtuosi e complicatissimi, la melodia è sempre al primo posto, cosa che capita sempre più raramente in un cd di chitarra strumentale. Puoi dirci qual'è stato l'approccio che hai usato per scrivere questi pezzi?

Tendo ad immaginare la mia vita come una sorta di corto metraggio ed io sono l’unico addetto alla stesura della colonna sonora. Non a caso tutte le composizioni di “Parallel Worlds” sono spezzoni della mia vita, del mio passato, presente e futuro. Per esempio posso dirti che con “For You” voglio esprimere il mio rapporto con mia madre, “Blue Eyes”, invece, è la mia espressione d’amore per la mia ragazza.
Ogni volta che concludo un brano, lo riascolto ad occhi chiusi e provo ad immaginare, con la musica da sotto fondo, la situazione vissuta dalla quale è nata la canzone…e se ciò che ascolto rispecchia a pieno le immagini che mi riaffiorano nella mente, allora ecco che sono riuscito ad esprimere le mie emozioni.

Che consigli potresti dare ai ragazzi che iniziano ora ad avvicinarsi a questo tipo di musica? Hai un metodo particolare che ti ha permesso di raggiungere simili traguardi a quest'età?

Non si può parlare di metodi, strategie e cose affine, a parte quei piccoli ma grossi consigli detti prima. Sin da piccolo ascolto musica e sin da piccolo sono appassionato di Rock – Metal e genere strumentale. Mi sono sempre detto che un giorno avrei pubblicato miei album e raggiunto grandi traguardi…ora a 23 anni se mi guardo indietro vedo un album da solista di distribuzione nazionale, un album con la mia band di distribuzione mondiale ed un nuovo album da solista di distribuzione mondiale!!! E sai cosa penso?! ...non è abbastanza, posso fare di più, voglio fare di più!!! Non sono mai soddisfatto, non mi calmo mai…ricordo che il giorno in cui è stato pubblicato Parallel Worlds, il che risale ad appena due mesi fa, già avevo la testa proiettata su eventuali nuovi lavori, non mi soffermo mai a gioire dei miei traguardi perché appena raggiunto uno me ne prefisso un altro. In questo modo vivrò in un limbo di soddisfazione / insoddisfazione, insoddisfazione / soddisfazione…

Hai in programma qualche data dal vivo per promuovere il nuovo album?

Ho fatto un live di presentazione nella scuola di musica in cui insegno (Music Station – Sora) ed un altro a Reggio Emilia insieme ai miei amici Listeria. Parallel Worlds è nato come lavoro studio e credo che resti tale anche perché in questo periodo sono impegnato nel finire di arrangiare le mie parti per il nuovo album dei Moonlight Comedy. Stando secondo i progetti, entreremo in studio per la metà di Gennaio per dar luce all’album prima dell’estate.

Per concludere, puoi parlarci dei tuoi progetti per il futuro?

A parte i Moonlight Comedy, sto già lavorando al seguito di Parallel Worlds e posso anticiparti, dato che verrà pubblicizzato maggiormente tra Gennaio / Febbraio, che sul mio nuovo album avrò una band da sogno. Ebbene si, sto lavorando con Andrea De Paoli alle tastiere (Labyrinth), Pasko al basso (Sigma e bassista del side-project del singer degli Hammer Fall) e Tony Liotta alla batteria (Chick Corea, Tina Turner ed altri…)…bei nomi, no?! Non voglio aggiungere altro dato che questi nomi si commentano da soli!!!

Grazie di cuore, e continua così!!

Grazie a te ed a tutti i tuoi lettori, grazie per aver speso parte del vostro tempo in mia compagnia e se non ne avete abbastanza, venitemi a trovare su www.simonefiorletta.it  


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