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Davvero degna di lode la proposta dei power-blacksters Nicta, band formatasi nel 2001 e ormai giunta con questo "Let The Darkness Welcome You" al loro terzo lavoro in studio (se includiamo anche il loro promo di esordio uscito nel 2002).
La band ha un suono molto personale, che va a pescare il meglio delle caratteristiche melodiche dell'heavy metal più tradizionale, unendo ad esse l'aggressività dei generi più estremi quali il black e il thrash.
La nuova fatica della band affida la sua apertura al brano "In Embryo", un pezzo dotato di uno stile tipicamente power, in cui sono la potenza della chitarra e una batteria molto efficace a dettare i tempi dell'apertura, da segnalare le riuscite e interessanti soluzioni create dalle tastiere (che solitamente non trovano molto spazio attraverso queste sonorità), le quali preparano l'ingresso di un cantato in growl che si alternerà ad altre parti cantate con voce pulita durante il resto del brano. Molto interessante anche il break centrale del brano, in cui le tastiere diventano protagoniste, coadiuvando un intermezzo sinfonico molto riuscito che dona respiro alla canzone per permetterci di travolgere meglio l'ascoltatore con la parte finale in cui riparte furiosamente.
La traccia successiva, dal titolo "Let Us Suffer", inizia con un'aggressiva tessitura di chitarra, che riporta alla mente le soluzioni migliori degli Iron Maiden ai loro esordi, ma che lascia presto spazio al devastante ingresso di una rabbiosa doppia cassa e di un growl (anche qui alternato al canto pulito) che dona al brano una furia e uno stile molto particolare. Il brano si evolve poi in parti più stilisticamente portate verso il black melodico, in cui sono le tastiere a tornare protagoniste, mentre la sezione ritmica scandisce tempi da marcia militare, dando spazio per un assolo centrale di tastiera e di chitarra che si lasciano apprezzare per non cedere mai alla tentazione del virtuosismo inutile, denotando la maturità raggiunta dai musicisti chiamati in causa (che mostrano anche una notevole tecnica e una buona pulizia esecutiva).
"Manchurian Candidate" si apre con un duetto tra chitarre distorte e tastiere sinfoniche molto efficace, su cui può partire un ritmo tipicamente power su cui si appoggia ancora una volta il cantato growl/pulito, che in più di un'occasione ha richiamato soluzioni a cui ci avevano abituato i più ispirati System Of A Down.
Anche in questo brano ci sono davvero delle otime soluzioni in fase di fraseggio solistico, in cui le chitarre e le tastiere collaborano in modo pressochè perfetto, creando delle atmosfere simili allo stile neo-classico, pur rimanendo fedeli all'aggressività che caratterizza la band.
In "Millenary Order" abbiamo una chitarra davvero ispirata in fase di riff, che si appoggia su un tappeto di tastiera come sempre impeccabile e preciso, grazie soprattutto al valido supporto offerto da una sezione ritmica sempre precisa e efficacissima. Il brano acquista svariati colori grazie agli inserti di fraseggi sinfonici e pianistici che si possono appoggiare a un lavoro di chitarre molto valido di cui va segnalato un'assolo strepitoso in cui ogni nota è azzeccatissima e che apre la strada a un duetto tra voce in growl e cantato femminile davvero spettacolare.
Chiude il disco "The Night I Fell", brano che ripete la formula azzeccata del power metal mischiato al black, in cui però è l'epicità a prendere il sopravvento, grazie all'evocativa atmosfera creata dagli inserti di piano e voce sussurrata, prima di ripartire con sfuriate dalla potenza davvero notevole.
Concludendo, non posso che affermare che il lavoro sfolto fino ad ora dalla band è pressochè perfetto, e questo disco è la piacevole conferma che il gruppo ha raggiunto una notevole maturità, sperando che gli venga presto data la possibilità di raccogliere la fama che merita, non posso fare altro che consigliarlo caldamente, sia a chi ama la melodia che agli amanti dell'aggressività.
PER INFORMAZIONI SULLA BAND VISITATE IL LORO SITO UFFICIALE:
TRACKLIST:
01 - Millenary Order
02 - In Embryo
03 - Let Us Suffer
04 - The Night I Fell
05 - Manchurian Candidate
VOTO: 9/10
RECENSITO DA: MARY VICENTINI
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